A FIRENZE
UN ANTICO PORTO SOTTO IL PONTE
Firenze, 20 luglio 2006
documento
001/060720
Al sindaco di Firenze
Abbiamo letto il seguente COMUNICATO STAMPA
----- Original Message -----
From: Antonio
To: redazione@laportaccanto.com
Sent: Thursday, July 20,
2006 12:14 PM
Subject: Colpo Gobbo sul
Lungarno del Pignone !
ATTENZIONE CITTADINI !!! http://lanazione.quotidiano.net/canali/firenze/
Su "LA NAZIONE" di OGGI
20 luglio 2006 GRANDE ARTICOLO IN PRIMA PAGINA SUI RESTI ARCHEOLOGICI RINVENUTI
SOTTO IL NUOVO PONTE DELLA TRAMVIA. A SERIO RISCHIO I LAVORI e... SERIA
POSSIBILITA' DI SPOSTAMENTO DEL SOTTOPASSO E DELLO STESSO PONTE !!!!!
C'E' SCRITTO CHE UN COMITATO CITTADINO (LAPORTACCANTO) LO AVEVA PREVISTO DA UN
ANNO??? C'E' SCRITTO CHE LAPORTACCANTO SI E' BATTUTA PER DIFENDERE IL PORTO
FINO A STRESSARE I GIORNALISTI FIORENTINI???
C'E' SCRITTO CHE SONO STATE FATTE DECINE DI INTERROGAZIONI A SINDACO E
VICE SINDACO TUTTE RIMANDATE AL MITTENTE CON NIENTE DI FATTO???
ASSOLUTAMENTE NO !!! EVVIVA
L'INFORMAZIONE !!!
FATTO STA CHE OGGI VENGONO AD INSEGNARCI LA STORIA DI FIRENZE !!!!
CI DICONO CHE Lì DOVE ORA c'è IL PONTE una volta c'era un PORTO....e
poi ci si lamenta perché a Firenze i cittadini non fanno mai nulla...
Cogliamo l’occasione per spiegare agli
amici de LA PORTACCANTO che abbiamo fior di professionisti che lavorano per
l’Amministrazione Comunale di Firenze sia direttamente, sia come consulenti e
sia con le società appaltanti. Per quanto detto, sapevano sia del porto leopoldino e sia di un porto
all'epoca di Ottaviano ma pensiamo
che, in uno spirito di impegno culturale e civile, soprattutto non vedendo in
azione la Pubblica Amministrazione per riportare alla luce tali importanti
vestigia, hanno fatto finta di non saperlo e siamo arrivati all’importante
scoperta che non può più essere ricoperta.
Alla luce di quanto sopra, con spirito
di Pace
Invitiamo i cittadini a perdonarli se
tale dimenticanza vedrà lo spostamento del ponte della tramvia, ormai odiata da
moltissimi cittadini, e gli sbucherà davanti alle loro case mentre prima gli
passava lontano.
Invitiamo la Corte dei Conti a
perdonarli per i denari spesi per le opere fino a oggi effettuate e per i nuovi
studi e lavori necessari a progettare e costruire il nuovo ponte.
Invitiamo Lei Sindaco, i cittadini, i
pendolari, i turisti a perdonarli se la città subirà ancora per qualche anno
inquinamento acustico e atmosferico a causa dei lavori e del traffico
impazzito.
A presto leggerla,
Pier Luigi Ciolli

www.viverelacitta.it/firenze.htm
L’ARTICOLO
LA
NAZIONE 20 Luglio 2006
Sorpresa
durante i lavori per la tramvia, in fondo al lungarno del Pignone. Gli scavi
hanno portato alla luce il porto leopoldino, ma anche una moneta di epoca
romana che fa pensare all'esistenza di un porto all'epoca di Ottaviano. Il
percorso della tramvia rischia ora di essere modificato. Firenze, 20 luglio
2006 - La tramvia è legata a un soldo. O meglio: a una moneta sicuramente di
epoca romana. Trovata durante gli scavi in fondo al Lungarno del Pignone, dov’è già stato gettato il nuovo ponte
metallico che attraversa l’Arno. Lì sono venute fuori le mura del porto Leopoldino, dove veniva scaricato il carbone che
arrivava dall’Inghilterra per alimentare il vecchio Gasometro. E’ stato
ritrovato il Pignone, l’antico
attracco, che dà il nome alla zona. E che ha suscitato emozione ma non
sorpresa. Si sapeva che doveva esserci, come del resto dimostra il quadro di
Gaspar Van Wittel (detto Gaspare Vanvitelli), dipinto nel 1694. Ma il dubbio
che assilla le soprintendenze fiorentine è che più sotto ci sia un porto
romano. Uno degli attracchi della colonia di Florentia. Se le ricerche —
seguite da tecnici specializzati non senza apprensione — dovessero confermare i
sospetti, i lavori verrebbero bloccati.
Soprattutto subirebbe uno stop, e probabilmente una deviazione, il
sottopasso progettato per incanalare il traffico dal Lungarno del Pignone verso
via del Sansovino eppoi dal viale Talenti alla superstrada Firenze-Pisa-Livorno.
Il ricordo della lavanderia romana
trovata sotto piazza della Signoria negli anni Ottanta lascia intuire che la
costruzione della tramvia potrebbe subire un ritardo notevole. Con ovvie
modifiche del progetto. Di sicuro del sottopasso. Ma nessuno esclude che si
renda necessario addirittura uno spostamento del ponte già gettato. Tuttavia,
per il momento nessuno azzarda previsioni. Si aspetta di vedere. Ieri gli scavi
sono stati visitati anche da professor Giovanni
Menduni, segretario generale dell’Autorità di bacino dell’Arno.
Virtualmente il 'padrone' del fiume, ossia colui che deve vigilare sull’assetto
idrogeologico e che sta portando avanti (finalmente con un po’ di soldi dello
Stato e della Regione) quel piano che dovrebbe mettere al sicuro Firenze e due
terzi della Toscana, a quarant’anni di distanza dalla grande alluvione del
1966. Menduni, che è anche autore del felice Dizionario dell’Arno, ritiene
possibile che lì ci fosse il porto
romano, nato all’epoca della fondazione della colonia, sotto il
triumvirato di Ottaviano, Antonio e Lepido. Ma solo gli scavi daranno certezze.
E se si dovessero scoprire resti romani, le ruspe verrebbero immediatamente
sostituite dai pennelli degli esperti. Piazza della Signoria, ogni fiorentino
lo rammenta bene, rimase sottosopra per diversi anni. La lavanderia a un certo
punto romana venne protetta con reti di metallo. Dentro ci entrarono i
piccioni. La chiamarono 'pollaio'. Per decidere di ricoprirla, dopo un’infinità
di polemiche, ci vollero pareri ministeriali arrivati dopo non pochi dibattiti
in Parlamento. Si parlò perfino di ricoprire la piazza con lastre di vetro per far vedere quello
che c’era sotto. Ma alla fine vinse il principio che si stava discutendo di
piazza della Signoria, una delle più belle piazza medievali del mondo, e che la
lavanderia romana era secondaria rispetto alla sua storia, e soprattutto in
confronto a Palazzo Vecchio, alla Loggia dei Lanzi, alla fontana del Biancone
dell’Ammannati. L’eventuale porto romano che potrebbe spuntare al Pignone, di
fronte alle Cascine, si dice che sarebbe un’altra cosa, che avrebbe un’altra
importanza storica. Capace di stoppare la tramvia. Da due mesi, in silenzio e
anche in segreto, le soprintendenza seguono con batticuore gli scavi. In prima
fila ci sono i tecnici comandati dai tecnici della soprintendenza ai beni
artistici e storici, ma anche la soprintendenza archeologica è attenta a quello
che viene fuori, giorno dopo giorno, nel cantiere in fondo al Lungarno del
Pignone. Il porto romano è in cima ai pensieri. Chissà, quella moneta potrà
essere servita per pagare un trasporto fluviale di duemila anni fa. Ma non è
escluso che sia venuta fuori da una tomba. Cosa che potrebbe far pensare a una necropoli. Non a caso, nella prima
metà del Novecento in quella zona furono trovati tre sarcofaghi. Forse di
centurioni. Roma dava terre, fuori dalle colonia, a chi aveva combattuto ma che
ormai preferiva l’aratro al gladio. Il mistero è lì, in riva all’Arno. Forse
proprio sotto il vecchio Pignone.
Sandro Bennucci
LE ORIGINI La nascita della colonia Florentia - LA STORIA I porti di Firenze da Ottaviano
ai Granduchi
GLI INTERVENTI
LAPORTACCANTO
20 luglio 2006
LA
NAZIONE in prima pagina si occupa dei ritrovamenti sotto al nuovo Ponte
Tramviario !!! Una moneta usata per scambi commerciali e le paratie portuali. Una
SORPRESA per il Comune l'esistenza di un Porto in riva d'Arno presso piazza
Paolo Uccello. IL Comune di Firenze è preoccupatissimo e negli ultimi mesi si
sono svolti controlli segreti per approfondire i ritrovamenti. Questo quanto
scrive il giornalista che si è occupato dell'articolo. Oggi sul giornale locale
per eccellenza si racconta di un vecchio Porto Fluviale alla periferia di
Firenze, un Porto Leopoldino, del Granduca insomma... IL NOSTRO PORTO. Quello
che con forza abbiamo cercato di preservare con articoli ed articoli,
interviste ed interviste, rompimentio di COGLIONI a destra e a manca... manco a
dirlo... sinistra. Oggi, all'improvviso esce questo scoop in prima pagina... ed
il nostro Presidente, bontà sua, si permette di far notare che sarebbe
stato cortese far presente che l'Amministrazione avrebbe avuto tutto il tempo
ed il modo di prevedere e prevenire questo Stallo dei lavori e questo ennesimo
imbarazzo visto che dei comuni cittadini interessandosi dell'argomento
avevano appreso da documenti, quadri ed informazioni che lì sotto c'era realmente
un Porto Fluviale e sarebbe stato meglio costruire altrove o pensare a vie
alternative...
Una cosa infatti è dire che l'Amministrazione è stata colta di
Sorpresa, un'altra è invece dire che sono rimasti inascoltati gli appelli dei
cittadini ad un maggior rispetto dei luoghi, ad un più approfondito studio
della storia cittadina ecc. A noi profani sembra che i due modi di
intervenire sull'argomento siano ben diversi, ma magari siamo talmente sciocchi
dall'aver pensato male...
Nei
mesi scorsi, e lo vedete nella cronistoria che trovate nel sito www.laportaccanto.com , il nostro
Comitato si è occupato più volte della vicenda; in tante occasioni, fino allo
sfinimento dei giornalisti fiorentini da noi contattati sull'argomento...
giornalisti tra i quali annoveriamo dei veri e propri miti che ci hanno dato
una mano importante e determinante per fare emergere le nostre opinioni ed i
nostri documenti storici. Purtroppo la passione e l'impegno profuso, a volte
invano, in certe piccole battaglie giocano brutti scherzi ed a qualcuno è
sembrato che l'intento di questo Comitato fosse di esser citati a prescindere
dai fatti stessi. Non è così, e chi ci segue lo sa. Sappiamo lavorare
nell'ombra e spesso e (volentieri non proprio) abbiamo anche incassato
delusioni pesanti. Certo dispiace vedere che il lavoro speso non lascia
traccia... il gioco del "l'avevamo detto" è la vittoria di Pirro
mista alla speranza di cambiare le cose... ma certo nessuno intende offendere
chi svolge il proprio mestiere o additare chicchessia per avanzare delle
richieste che sarebbero ingiustificate. Dispiace... punto. Ringraziamo il caro
amico "G" di Radio Blu che con noi si è occupato di reperire foto ed
informazioni sul sito interessato dai lavori, sul porto Fluviale del Pignone,
sulla Cappellina in riva d'Arno che è stata smantellata per fare posto al
cantiere... Lo ringraziamo poiché nel suo intervento in radio, Radio Blu, del
20 luglio 2006 è riuscito a rendere con molto spirito critico, bravura ed
intelligenza quanto accaduto... Ci è stato detto da alcuni che avremmo dovuto
accontentarci del fatto che la notizia sia venuta fuori e che in un certo senso
abbiamo ottenuto una certa ragione... Siamo contenti, ovvio! Ringraziamo chi ha
fatto il modo che la notizia ancora una volta sia balzata all'occhio del
lettore cittadino. Permetteteci però anche di essere umani, di provare passione
per quel che facciamo e soprattutto permetteteci di sbagliare se sbagliare vuol
dire sentire come propria una battaglia che ci ha visti dire cose, tante cose,
restando inascoltati dall'Amministrazione Comunale, anzi, diciamolo pure poiché
è vero... derisi nel pieno di sedute pubbliche... non è bello.... Sappiate che
non è assolutamente bello. Un cittadino qualunque, cittadini qualunque quali
noi siamo che spendono gratuitamente il proprio tempo per svolgere ricerche,
fare foto, contattare professionisti... insomma... è vero che non è da tutti e
che nessuno ci ha chiesto di farlo ma è sbagliato amare così tanto la propria
città da sentirla nostra, parte di noi? Ci scusiamo sinceramente se qualcuno si
è sentito offeso per il nostro intervento passionale mirato a far evidenziare
con forza che ancora una volta i cittadini avevano visto meglio degli esperti
dell'Amministrazione, che ancora una volta il significato di Partecipazione è
stato calpestato perché gli appelli dei cittadini non hanno trovato ascolto... Il perché si costituisce un Comitato è presto
detto, perché il cittadino da solo si sente... solo. Perché occorre che qualcuno, chiunque sia, faccia il primo passo
lasciando ad intendere... "Hai visto? Ce la possiamo fare, anche tu con il
tuo amore per la città ce la puoi fare, senza strafare, essendo semplicemente
te stesso e mettendoci tutta la buona volontà". Il messaggio che vogliono inviare i vari Comitati è che insieme
si possono raggiungere soluzioni intelligenti, che insieme si
possono vedere cose che con i paraocchi del conflitto di interessi si rischia
di non vedere. Il messaggio è che il cittadino può aiutare la propria
città lavorando da cittadino, offrendo il proprio tempo e le proprie capacità
in solidarietà all'intera comunità... certo nel messaggio è sottinteso
il grido "Ascoltateci, vogliamo PARTECIPARE". Siam fiorentini, ci
piace Firenze... la vorremmo migliore di com'è... perdonateci. Siam
cittadini del mondo, lo vorremmo migliore di com'è... non perdonateci per
questo, perché questo potrebbe essere un peccato ancor più grande.
I ragazzi della redazione de
LAPORTACCANTO
Presidente
Antonio Lenoci - 349 4447578
GLI INTERVENTI
Ufficio Stampa del Comune di Firenze
- Comunicato Stampa
Firenze, 20 Luglio 2006
TRAMVIA,
RAZZANELLI (UDC):
«DA NON
CREDERE CHE NESSUNO AVESSE TENUTO CONTO DELL'ANTICO PORTO FLUVIALE SUL LUNGARNO
DEL PIGNONE»
«Quando c'è
di mezzo la tramvia, le 'sorprese' sono davvero infinite. Adesso,
'incredibilmente', sono stati rinvenuti reperti romani in fondo al lungarno del
Pignone. Ma davvero la soprintendenza non poteva 'supporre' nulla di tutto ciò,
visto che la presenza in quell'area di un porto fluviale è ampiamente
documentata? Così, adesso i lavori verranno per ovvi motivi bloccati. E forse,
ciliegina sulla torta, il ponte che sta per essere ultimato dovrà essere
spostato». E' quanto ha dichiarato il capogruppo dell'UDC Mario Razzanelli
ricordando «che, da gennaio 2008, ogni mese di ritardo nella consegna della
tramvia all'ente gestore costerà, come da contratto, 670mila euro di penale. E
che ogni giorno di ritardo costerà 22mila euro». «Tanto pagano i cittadini - ha
aggiunto l'esponente del centrodestra Ancora una volta, si conferma
l'approssimazione con cui l'amministrazione sta portando avanti il progetto
tramvia. Giusto l'altro giorno, sui giornali sono apparse notizie di
inconcepibili soluzioni pasticciate per la linea 3, come l'ultima ipotesi di
realizzare un tunnel per le auto soltanto all'altezza dello stretto dello
Statuto, e senza neanche avere chiaro se ci saranno una o due corsie di marcia
e senza aver realizzato uno studio dei flussi. E' evidente che ci si sta
rendendo conto che la tramvia allo Statuto non ci passa. Ma invece di fermare
tutto, e di pensare seriamente a fare al posto della linea 3 una bella
metropolitana sotterranea, si tirano fuori ipotesi semi-serie nel vano intento
di rendere meno amara la pillola ai residenti». «E poi - ha concluso
Razzanelli, - quando ci si accorge che, con la tramvia, resterebbe troppo poco
spazio per il traffico veicolare, ecco che non ci si pensa due volte a tagliare
gli alberi, come accaduto anche sul lato sinistro di viale Fratelli Rosselli.
Altro che indispensabile "cura del ferro", come dice sempre il
vicesindaco Matulli, qui la città è messa "a ferro e fuoco"». (fn)
Firenze, 20
Luglio 2006
REPERTI
ARCHEOLOGICI NEI CANTIERI DELLA TRAMVIA, BIANCHI E PICCHI (FI):
«INTERROGAZIONI
A SINDACO E MINISTRO DEI BENI CULTUALI»
Una
interrogazione sulla «questione dei reperti di epoca romana trovati durante gli
scavi dei cantieri tranviari nel Lungarno del Pignone» è stata presentata dal
consigliere di Forza Italia Jacopo Bianchi. Sulla vicenda è intervenuto anche
l'onorevole Guglielmo Picchi, con una interrogazione al Ministro dei Beni
Culturali. «Questa interrogazione - ha spiegato l'onorevole Picchi - porta sul
tavolo del Ministro Rutelli un problema delicato in vista della realizzazione
della tramvia da parte dell'Amministrazione comunale fiorentina la quale ha
progettato con superficialità il percorso e non ha ascoltato quanto dichiarato
dal gruppo di Forza Italia del Comune di Firenze che aveva già denunciato la
presenza del porto augusteo e di quello leopoldino». «Lo avevo sospettato - ha
ricordato Jacopo Bianchi - e ripetutamente ho tentato di richiamare
l'attenzione dell'amministrazione comunale presentando specifici atti in
consiglio fin dal settembre del 2005, anche grazie a varie segnalazioni di cittadini
giunte al nostro sito www.sosconsigliere.it. L'obiettivo era promuovere i
necessari approfondimenti in merito all'antico porto fluviale e alla cappella
presenti nel lungarno del Pignone. In collaborazione con il Comitato de
LaportAccanto e il Consigliere del quartiere 4 Simone Billi abbiamo effettuato
ricerche e presentato una documentazione attendibile che testimonia l'esistenza
di un antico scalo portuale fluviale, convalidabile peraltro da un basamento
individuato tra le macerie del cantiere e riconducibile all'antico porto del
Pignone». «Il 3 ottobre 2005 scorso, rispondendo all'interrogazione - ha
aggiunto Bianchi - il vicesindaco Matulli scriveva che "sono stati
eseguiti rilievi e sondaggi che non hanno evidenziato alcun elemento che riconducesse
al cosiddetto "antico scalo portuale" e che comunque gli scavi si
svolgono sotto la sorveglianza della Soprintendenza che non ha indicato, nel
parere al progetto, alcuna prescrizione per l'ipotizzata presenza di elementi
di interesse archeologico. Oggi, invece, si afferma di sapere che doveva
esserci un antico attracco nella zona, forse uno degli attracchi della colonia
di Florentia. Allora per quale motivo i lavori sono proseguiti senza i
necessari approfondimenti?». «Con la mia interrogazione - ha concluso il
consigliere di Forza Italia - conclude Bianchi - chiedo di sapere cosa sta
emergendo dagli scavi, da quanto tempo sono stati rinvenuti i reperti
archeologici, quali saranno le conseguenze in termini di ritardi nei lavori, di
grandi variazioni progettuali nonché di costi aggiuntivi dovuti al mancato
rispetto degli obblighi contrattuali. Voglio anche conoscere se potevano essere
salvate le abitazioni di piazza Paolo Uccello oggi abbattute evitando i gravi
disagi che hanno vissuto e stanno vivendo i cittadini». (fn)
Firenze, 08
Settembre 2005
PONTE DELLA
TRANVIA, SEGNALAZIONE AL SITO WWW.SOSCONSIGLIERE.IT: «A RISCHIO L'ANTICO PORTO
FLUVIALE E UNA CAPPELLA»
«I lavori per
la costruzione del nuovo ponte della tranvia e la realizzazione del sottopasso
possono compromettere l'antico porto fluviale ed una cappella».
E' quanto denuncia il consigliere di Forza Italia Jacopo Bianchi sulla base
della segnalazione di un cittadino inviata al sito www.SosConsigliere.it. «Da
una ricerca - hanno spiegato Jacopo Bianchi, il presidente del comitato
"LaportAccanto" Antonio Lenoci, il consigliere del Quartiere 4 Simone
Billi e il rappresentante del comitato "Vivibilità di Firenze" Guido
Castelnuovo Tedesco - risulta che al tempo dei romani l'Arno non era
all'interno delle mura: c'era un porto fluviale,
un'infrastruttura molto importante per la città. La zona era denominata
"del Pignone" per via della "Pigna", un molo al quale
venivano assicurate le imbarcazioni. Qui si trovava lo scalo dei Navicelli,
utilizzato come porto di comunicazione con quello granducale di Livorno.
Intorno al 1842 venne costruita "fuori porta S. Frediano": lungo il
corso dell'Arno la vecchia fonderia utilizzava l'antico porto prima
della costruzione della stazione ferroviaria Leopolda, per il carico e lo
scarico delle merci da e per il porto di Livorno». «La struttura
presente in riva d'Arno - hanno aggiunto - è stata in tempi recenti
identificata dallo stesso Comune come una Cappelletta, registrata come
"Tabernacolo n° 42" dall'ufficio tecnico del Quartiere 4, e adesso,
alla vigilia dei lavori, pare essersene perduta la proprietà; non è della curia
e neppure un accessorio della parrocchia del Pignone, non è neppure del Comune
di Firenze che non è ha mai curata la manutenzione: la struttura viene indicata
come proprietà dell'acquedotto di Firenze che, privatizzato, non è più sotto il
controllo del Comune. Da cappella è stata declassata a "palazzina
tecnica". Nonostante questo cambiamento fonti del Comune affermano che è
prevista la demolizione dell'opera per un riposizionamento in altra sede.
Occorre fare chiarezza sul da farsi poiché se realmente si trattasse di un
manufatto religioso parrebbe utile un parere delle belle arti unitamente alla
diocesi fiorentina. Se però si trattasse di un mero "rimessaggio"
dell'acquedotto abbandonato da tempo e mai soggetto a manutenzione pare
alquanto bizzarra l'idea di un costoso recupero con ricostruzione in altro
loco». In una interpellanza Bianchi chiede di conoscere «quali siano i dati in
possesso dell'amministrazione comunale in merito all'antico scalo portuale»;
«quali siano le intenzioni in merito alla salvaguardia del suddetto scalo»; «se
si ritenga opportuno valorizzare un patrimonio storico che fa parte delle
radici culturali della città piuttosto che sacrificarlo nell'indifferenza e
disinformazione generale»; «quali siano i programmi di tutela e recupero
dell'antica cappella in oggetto, già messa a rischio dai cantieri che le sono
stati realizzati a ridosso»; «se non si ritenga che i lavori di posizionamento
del nuovo ponte e la realizzazione del sottopasso compromettano danneggiandoli
luoghi e strutture esistenti». (fn)
Questo il testo
dell'interpellanza:
INTERPELLANZA
Oggetto:
interpella il Sindaco per sapere quali sono le intenzioni dell'A.C. in merito all'antico
porto quattrocentesco e alla cappella presenti nel lungarno del
"Pignone" interessate dai cantieri tranviari
Il sottoscritto
Consigliere Comunale,
considerato che
la realizzazione della linea tranviaria n.1 comporta la costruzione di un nuovo
ponte sul fiume Arno che congiungerà la zona detta "Fuori Porta San
Frediano" - più comunemente "Pignone" per via della
"Pigna" o molo al quale venivano assicurate le imbarcazioni - con il
viale A.Lincoln;
rilevato
infatti che proprio nelle immediate vicinanze dell'area ove inizierà l'arcata
del ponte nella zona del "Pignone" aveva sede un antico porto,
che rappresenta il primo Porto Fluviale di Firenze conosciuto
come "Lo Scalo dei Navicelli", ricordato in numerosi testi storici
nonchè consacrato ai posteri dalla dettagliata e suggestiva illustrazione di
Lucantonio degli Uberti del 1472 conservata al Kupferstichkabinett di Berlino;
considerato che
peraltro in tempi recenti sono stati rinvenuti lungo l'Arno, nel tratto
suddetto, diversi reperti in grado di testimoniare l'esistenza di un vero e
proprio centro portuale commerciale;
visto che
sempre in corrispondenza del cantiere tranviario sorge sulla riva del fiume una
storica cappella adibita ad antiche cerimonie di culto, che versa in condizioni
di indignitoso abbandono;
considerato che
l'intervento non si esaurirà con la semplice costruzione in superficie del
ponte, ma interesserà anche il Lungarno del Pignone con un importante scavo
atto a realizzare il sottopasso per gli automezzi che da Ponte alla Vittoria si
dirigeranno verso il Quartiere 4
INTERPELLA IL
SINDACO PER SAPERE
1) Quali sono i
dati in possesso dell'Amministrazione in merito all'antico scalo portuale fluviale;
2) quali sono
le intenzioni dell'Amministrazione in merito alla salvaguardia del suddetto
scalo;
3) se ritenga
opportuno valorizzare un patrimonio storico che fa parte delle radici culturali
della città piuttosto che sacrificarlo nell'indifferenza e disinformazione
generale;
4) quali sono i
programmi di tutela e recupero dell'antica cappella in oggetto, già messa a
rischio dai cantieri che le sono stati realizzati a ridosso;
5) se non
ritenga che i lavori di posizionamento del nuovo ponte e la realizzazione del
sottopasso compromettano, danneggiandoli, luoghi e strutture esistenti.
Jacopo Bianchi
Firenze, 6
settembre 2005
Firenze, 03
Ottobre 2005
PONTE DELLA
TRANVIA, BIANCHI (FI):
«NEL CANTIERE È
STATO RINVENUTO UN MOLO DEL VECCHIO PORTO FLUVIALE?»
«Nel cantiere
per la costruzione del ponte della tranvia è stato rinvenuto un molo del
vecchio porto fluviale?». E' la domanda rivolta
all'amministrazione dal consigliere di Forza Italia Jacopo Bianchi e dal
presidente del comitato "LaportAccanto" Antonio Lenoci. «Proprio in
questi giorni, al sito www.SosConsigliere.it - hanno spiegato Bianchi e Lenoci
- è arrivata una documentazione fotografica: gli scatti evidenziano un
manufatto gettato tra le macerie e la terra di scarto, un basamento che ha
tutta l'aria di poter essere un attracco, con la tipica prominenza atta ad
assicurarvi le funi». «Da una ricerca - hanno spiegato - risulta che al tempo
dei romani l'Arno non era all'interno delle mura: c'era un porto fluviale,
un'infrastruttura molto importante per la città. La zona era denominata
"del Pignone" per via della "Pigna", un molo al quale
venivano assicurate le imbarcazioni. Qui si trovava lo scalo dei Navicelli,
utilizzato come porto di comunicazione con quello granducale di Livorno.
Intorno al 1842 venne costruita "fuori porta S. Frediano": lungo il
corso dell'Arno la vecchia fonderia utilizzava l'antico porto prima
della costruzione della stazione ferroviaria Leopolda, per il carico e lo
scarico delle merci da e per il porto di Livorno. Sarebbe interessante
ottenere da parte del Comune la documentazione che sicuramente sarà stata prodotta
in fase di progettazione per valutare con perizia e metodo non solo come sono
stati eseguiti i lavori ma anche dove. Senza dubbio si sarà provveduto a
monitorare i luoghi con appropriati mezzi e sulla base di cartografie d'epoca».
«Stiamo ancora attendendo la risposta all'apposita interpellanza - hanno
concluso Bianchi e Lenoci - risposta che speravamo di ottenere prima
dell'avvenuta demolizione». Nell'interpellanza Bianchi chiedeva di conoscere «i
dati in possesso dell'amministrazione comunale in merito all'antico scalo
portuale», «le intenzioni in merito alla salvaguardia dello scalo» e «se si
riteneva opportuno valorizzare un patrimonio storico che fa parte delle radici
culturali della città piuttosto che sacrificarlo nell'indifferenza e
disinformazione generale». (fn)
Firenze, 04
Ottobre 2005
PONTE DELLA
TRANVIA, BIANCHI (FI) REPLICA AL VICESINDACO MATULLI E ALL'ASSESSORE SILIANI
«Non sappiamo
se dover ritenere la risposta del vicesindaco Matulli un supplemento di
informazioni oppure il tentativo di recuperare l'infallibilità
dell'amministrazione comunale che certo non traspariva dalle parole
dell'assessore alla cultura Siliani». E' quanto hanno dichiarato il consigliere
di Forza Italia Jacopo Bianchi, il consigliere al quartiere 4 Simone Billi e il
presidente del comitato LaportAccanto Antonio Lenoci a proposito dei lavori per
la costruzione del ponte della tranvia che rischiano di «compromettere l'antico
porto fluviale ed una cappella».«L'assessore Siliani - hanno
aggiunto - ci ha detto che i fatti tutt'ora in corso avrebbero richiesto un
ulteriore studio da parte della soprintendenza, ha detto che la stessa avrebbe
provveduto in accordo con il Quartiere 4 a decidere modi tempi e luoghi per
l'eventuale spostamento della Cappellina. Adesso Matulli sostiene invece che la
soprintendenza è presente nel cantiere fin da dicembre ed ha svolto sondaggi,
studi e rilievi fin dalla fase di progettazione, che peraltro vorremmo vedere.
Il vicesindaco aggiunge inoltre che la soprintendenza avrebbe già individuato il
posto in cui verrà ricostruita la struttura. Una risposta che smentisce
totalmente quella dell'assessorato alla cultura. Sono due uffici dello stesso
Comune e danno risposte opposte?» «Matulli ha rivendicato la sua bravura di
amministratore previdente -hanno concluso Bianchi, Billi e Lenoci - ci indichi
quindi dove, sul progetto presentato ad inizio dei lavori, hanno deciso di
spostare la Cappellina». (fn)
Firenze, 18
Ottobre 2005
LAVORI PER LA
TRANVIA, BIANCHI (FI):
«IL QUARTIERE 4
RISCHIA DI PERDERE LA SUA IDENTITÀ STORICA»
«Il Quartiere 4
rischia di perdere la propria identità storica. Per i lavori della tranvia, in
piazza Paolo Uccello, si sta scavando e si stanno sistemando basamenti di
cemento armato proprio dove, nei secoli passati, c'era uno storico scalo
portuale, il "Borgo dei Navicellai"». E' quanto sostengono il
consigliere di Forza Italia Jacopo Bianchi e il presidente del comitato
"LaportAccanto" Antonio Lenoci. «Le testimonianze sulla presenza del porto
fluviale si sprecano nella bibliografia reperibile in istituti e
biblioteche - ha spiegato Bianchi - e le segnalazioni giunte al sito
www.SosConsigliere.it continuano a sollevare il problema del ponte tranviario
come l'avvicinarsi della fine di un'epoca storica, quando il Pignone era così chiamato
per via delle "Pigne" i moli di attracco per le imbarcazioni
mercantili dei navicellai. Nonostante ciò il vicesindaco nella sua risposta ad
una mia interrogazione sostiene che "i rilevamenti ed i sondaggi
effettuati non hanno dato nessun esito sulla possibile presenza del porto"».
«Ma la storia di Firenze - si domandano Bianchi e Lenoci - si valuta in base ai
sondaggi oppure sulla base delle testimonianze storiche e culturali quali
testi, disegni e cartografie?» «Nei giorni scorsi - ha ricordato il consigliere
di Forza Italia - ho presentato una nuova interrogazione sull'eventuale
spostamento di una vecchia cappella, denominata "Oratorio di San
Carlo", che si trova nel lungarno del Pignone. Si tratta di una struttura
fortemente legata alla sua attuale ubicazione. Collocarla nel centro della
strada non avrebbe senso: la cappella presenta, al suo interno, una botola in
pietra che sfociava con un'ampia paratia in Arno» «Non è facile capire con
quale criterio sono stati programmati i lavori in quel punto - hanno aggiunto
Bianchi e Lenoci - è dubbio anche se si sia tenuto in considerazione il vano
sottostante visto che anche adesso si parla solo di uno spostamento
superficiale dal pavimento al tetto. Esiste un progetto, vecchio di un anno, ma
solo da poche settimane, come ricorda anche l'assessore alla cultura Siliani in
una sua risposta del 23 settembre scorso, se ne sta discutendo e solo ora
l'amministrazione si è interessata di studiare la storia e l'architettura di
una vecchia struttura che è rimasta abbandonata e senza manutenzione da molto
tempo. L'assessore Siliani ed il vicesindaco Matulli, pur facendo affidamento
ad enti diversi, concordano nell'idea di dover spostare la cappella per fare
posto alla tranvia. Si tratta di un'operazione che, per essere compiuta da mani
esperte e con mezzi idonei, richiederebbe necessariamente una spesa attorno ai
200 mila euro, come sostenuto dalla direzione delle belle arti: si parla
infatti di sezionare la struttura pietra per pietra per poi ricollocarla e
ricomporla con meticolosa perizia». «Per ovviare a questa spesa - ha rilevato
Bianchi - l'assessore Siliani ci dice che si valuterà di fare eseguire l'opera
alla stessa ditta che sta costruendo la tranvia, questo probabilmente
rinunciando a personale specializzato, anche perché altrimenti non si
capirebbero le ragioni del risparmio». «Quel che ancora i cittadini non sono
riusciti a sapere nonostante le interrogazioni presentate - ha commentato
Lenoci - è se ci sia stato o meno uno studio progettuale che abbia preso in considerazione
l'opportunità di realizzare un percorso per mantenere la struttura lì dove si
trova adesso, magari restaurandola ed integrandola con il nuovo disegno
urbanistico». «Stiamo parlando di un elemento architettonico - hanno concluso
Bianchi e Lenoci - che come dice l'assessore Siliani, ha "una indubbia
importanza storica ed architettonica" e che, più di altre costruzioni, è
fortemente legato al luogo in cui sorge, luogo che ha un valore certamente non
secondario rispetto ad altre tradizioni fiorentine». (fn)
Firenze, 18
Aprile 2006
ORATORIO DI SAN
CARLO, BIANCHI E BILLI (FI):
«NELLA VICENDA
SCARSA TRASPARENZA ISTITUZIONALE»
«Non possiamo
che dirci soddisfatti di veder riconosciuto finalmente il nostro lavoro ma
cogliamo in questa vicenda un segnale di scarsa trasparenza istituzionale». E'
quanto hanno dichiarato il consigliere di Forza Italia Jacopo Bianchi e il
consigliere al Quartiere 4 Simone Billi a proposito della pubblicazione
sull'Oratorio di San Carlo, inviato dal consiglio di Quartiere "Quartiere
4 - Vivere Firenze". «Nel libro si legge: "Volevano demolire
l'oratorio ma le polemiche lo hanno salvato"- hanno spiegato Bianchi e
Billi - e si fa finalmente luce sulla discussa situazione del lungarno del
Pignone, avanzando ipotesi che, non solo vengono incontro, ma addirittura
coincidono con le ricerche storiche effettuate sul Borgo dei Navicellai e
sull'antico porto fluviale nel novembre scorso dal Comitato
Cittadino de "Laportaccanto". Dalle ricerche era emerso l'Oratorio di
San Carlo presente in riva d'Arno corrisponderebbe ad un bene da tutelare quale
radice storica, sociale e culturale di una zona tra le più caratteristiche di
Firenze». «In questa pubblicazione, la cui introduzione è del presidente del
Quartiere 4 Giuseppe D'Eugenio - hanno aggiunto Bianchi e Billi insieme ad
Antonio Lenoci presidente del comitato de Laportaccanto - si ammette
l'esistenza dell'antico Porto proprio lì dove ora si sta realizzando il
nuovo ponte della tranvia; si parla di un caratteristico Borgo di navicellai di
valore storico urbanistico; si afferma che l'Oratorio è stato realizzato sul
sito in cui furono sepolti i fiorentini colti dalla peste nel 1600, si afferma
ora che si tratta di un bene da tutelare che sarebbe doveroso salvaguardare e
non smontare e rimontare a piacimento senza aver mai reso partecipi i cittadini
di cosa realmente si intenda fare e come; in questa pubblicazione si rende
finalmente omaggio alla storia del Quartiere 4». «Non possiamo che dirci
soddisfatti di veder riconosciuto finalmente il nostro lavoro - hanno
proseguito - ma cogliamo in questa vicenda un segnale di scarsa trasparenza
istituzionale. Non è accettabile che il vicesindaco Matulli e l'assessore
Siliani, rispondendo alle interrogazioni presentate, abbiano fornito notizie
che non sono poi risultate corrispondenti a dati certi quanto piuttosto utili
al proseguimento dei cantieri senza troppa attenzione e polemiche da parte dei
cittadini. L'amministrazione ha sempre smentito l'esistenza del porto fluviale
così come ha fatto apparire l'Oratorio di San Carlo né più né meno che un
magazzino, usando peraltro ironia per screditare le domande contenute nelle
varie interrogazioni. Alla luce di quanto viene detto nella pubblicazione del
Quartiere 4 chiediamo al sindaco di rilevare eventuali responsabilità di
amministratori che sino ad oggi hanno inteso sminuire l'importanza del Lungarno
al Pignone privandolo di tutte le verità storiche. Verità che avrebbero
permesso differenti azioni sul territorio per tutelare le caratteristiche
storiche del luogo anzichè farne un cantiere aperto a rivoluzioni e
stravolgimenti urbanistici». «Come intenderà procedere l'amministrazione -
hanno concluso Bianchi , Billi e Lenoci - sulla base di quanto contenuto nel
libro del Quartiere 4? L'Oratorio di San Carlo verrà comunque spostato altrove?».
(fn)